
Nasce a Torino nel 1996. Inizia a suonare la chitarra classica all’età di sei anni. È allievo di Maurizio Colonna, che, oltre a indirizzarlo nell’interpretazione musicale, lo avvia anche alla composizione, e si diploma al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino con due anni d’anticipo ottenendo il massimo dei voti e la lode, conseguendo anche la maturità classica con il massimo dei voti. A dodici anni si esibisce in diretta televisiva su RAI Tre. Ha inoltre conseguito una laurea di secondo livello in chitarra presso il Conservatorio de L’Aquila, con lode e menzione, sotto la guida di Senio Díaz. Si è successivamente perfezionato anche con Eliot Fisk, presso l’Accademia Chigiana di Siena.
Fin dalla più giovane età, svolge attività concertistica e s’inserisce nel mondo musicale, registrando il primo disco a diciassette anni e pubblicando parallelamente vari album compositivi. Come concertista si esibisce per tre volte nella Piazza della Cattedrale di Granada con concerti da solista; suona, proponendo proprie composizioni, al Piccolo Teatro di Milano, presentato da Enrico Intra e Maurizio Franco per la rassegna Italian Jazz graffiti e all’Università Luigi Bocconi di Milano. In Spagna tiene concerti nei Conservatori di Granada di Malaga, nel festival internazionale di musica di Toledo e in altre località spagnole, anche in duo con Ángel Conde (docente di pianoforte presso il Conservatorio Victoria Eugenia di Granada).
Come compositore, prima dei vent’anni pubblica tre album con proprie composizioni, due in Italia (Bèrben, Mucchi: con un omaggio al Teatro italiano nelle figure di Vittorio Gassman, Carmelo Bene e Franco Zeffirelli) e uno in Spagna.
Come saggista, pubblica nel 2014 – a diciassette anni – un lavoro di estetica musicale (Editoriale Scientifica). A partire da queste riflessioni, tiene seminari all’Università del Salento, nonché all’Università di Granada (sul compositore giapponese Toru Takemitsu) e al Conservatorio Superiore di Granada (sul concetto di contemporaneità in musica).
A livello discografico, incide due CD: d-Tunes (Ema Records, distr. Egeamusic) e Contemporarity (dotGuitar/Ema Records). Il primo lavoro è stato registrato in quattro università Europee: l’Università Jagellonica di Cracovia, l’Università Tor Vergata di Roma, l’Università di Granada, l’Università Luigi Bocconi di Milano.
Nello stesso periodo rilascia interviste su Radio 24 (per Musica Maestro! di Armando Torno) e per il blog del Corriere della Sera. Mina Mazzini, nel 2014, scrive sul suo blog di Vanity Fair: “hai già una tecnica invidiabile. Continua, Gre. Ti auguro il meglio e sento che arriverà”. Nel 2016 suona a Milano, a Palazzo Reale, per la presentazione del libro di Francesco Bonami su invito di Mondadori Electa. Il suo brano The Sea (dall’album d-Tunes), insieme a un estratto da un’intervista radiofonica a Radio24, è inserito nel nuovo film di Daniele Vicari Sole, cuore, amore (prodotto da Fandango con Rai Cinema).
Nel 2016, è selezionato dal quotidiano La Repubblica fra i venti ventenni italiani più noti e di successo d’Italia, scelti per la copertina in occasione dei vent’anni di “D-donna, per lo speciale “Vent’anni come noi”.
Nel 2017, quando Gregorio ha vent’anni, esce edito da Mondadori il suo romanzo giallo L’altro suono dell’ombra, con protagonista Andrés Segovia. Il romanzo, oltre a essere il primo libro legato alla chitarra pubblicato in Italia da un grande editore, è stato presentato in numerose occasioni pubbliche e discusso, tra gli altri, da Gianni Vattimo, Margherita Oggero, Enrico Intra, Armando Torno.
Nel gennaio 2018 è uscito il suo cd di inediti Music to Me (L&C), anche grazie alla vittoria del bando SIAE S’illumina; nel 2020, esce invece il suo cd ΠΩΣ, sempre per Ema Records.
Il suo ultimo disco Bach Recital (Ema Records), uscito nel 2022, è interamente dedicato a Bach, e include la Ciaccona nella trascrizione di Segovia.
Ha inoltre tradotto in italiano dallo spagnolo la biografia Abel Carlevaro. Un nuovo mondo nella chitarra, di A. Escande (Ema Vinci Edizioni) e curato una collana di trascrizioni per chitarra.
Gregorio Fracchia è inoltre laureato con dignità di stampa in filosofia teoretica presso l’Università di Torino e sta svolgendo un Dottorato presso IUSS Pavia-Università di Torino: in ambito filosofico, si occupa di metafisica classica, ermeneutica ed estetica musicale.
È di prossima uscita il suo nuovo album compositivo, presso Da Vinci Edizioni, distribuzione Hal Leonard.
Suona dal 2024 una Ramírez modello Auditorio, con diapason 664.
Sulla mia chitarra
Fin da bambino, per me, Ramírez è stato sinonimo di chitarra. I principali chitarristi che ammiro e che mi hanno influenzato – penso ad Andrés Segovia e al mio Maestro Maurizio Colonna – hanno suonato Ramírez per larga parte della loro vita artistica.
Nel modello che ho scelto, e su cui suonerò d’ora in poi, riscontro un’evoluzione notevole nella tecnica costruttiva della famiglia Ramírez. Si tratta infatti del modello Auditorio, alla cui elaborazione Amalia Ramírez attese in stretta collaborazione con il chitarrista Manuel Babiloni. A differenza delle normali double-top, la Auditorio estende la combinazione dei due strati di legno – col nomex in mezzo – anche alle fasce e al fondo. Il suono arriva dunque all’interprete tramite contatto diretto, determinato dalla trasmissione quasi fisica dell’onda sonora che vibra nella chitarra al corpo del chitarrista. La novità in parola lascia comunque intatta la cura del dettaglio estetico, tipica delle chitarre tradizionali Ramírez.
Credo dunque che il modello Auditorio consenta al giovane interprete di impegnarsi, in piccolo e secondo le sue limitate forze, nell’opera di rinnovamento del profilo complessivo della chitarra da concerto. Si tratta di un obbiettivo che Segovia, per primo, perseguì, intuendo l’importanza di uno sfruttamento intelligente di tutte le risorse offerte dalla tecnica moderna. La liuteria Ramírez si conferma così un’arte al servizio dell’arte (quell’arte che, trascendendo l’artista che la pratica, è così potente da indirizzarlo lungo la produzione di opere che parleranno per lui e di lui in eterno).
